| I casi descritti sopra sono ancora più pericolosi, anche a velocità ridotta, quando l’airbag si apre. Infatti, in quel momento, lo stesso è in fase d’espansione e può respingere indietro violentemente la testa del passeggero. Uno scontro alla velocità di 50 km/h equivale a una caduta dal quarto piano, ossia da un’altezza di circa dieci metri. L’airbag è dunque incapace di sostituire la cintura, ma rappresenta un utile complemento a quest’ultima. Secondo sondaggi effettuati a caso in Svizzera nel 2004, l’82% dei conducenti e il 53% dei passeggeri sistemati sul sedile posteriore avevano la cintura allacciata. Questi valori variano a seconda del luogo (interno o esterno alle località, autostrada) e della regione linguistica. A titolo di paragone, questi valori erano nettamente più elevati nel 2003 in Germania con il 93% dei conducenti e l’83% dei passeggeri allacciati. Questa differenza è indubbiamente legata alla mentalità, dato che le multe non sono più elevate in Germania (30 euro per un adulto e 40 euro per un bambino) che in Svizzera (60 CHF per persona).
A livello europeo si notano differenze ancora maggiori. Per esempio, la proporzione di chi allacciava la cintura sulle strade fuori dalle località era, nel 2002, solo del 50% in Ungheria, contro il 95% in Germania e Francia. È un errore credere che la cintura di sicurezza venga utilizzata sempre più spesso. A livello europeo si constata che la quota è stabile o, addirittura, è diminuita in certi anni (dal 1991 al 1996 in Italia, Slovacchia e Repubblica Ceca). Per migliorare la quota d’uso della cintura, occorre informare in modo costante, sensibilizzare e moltiplicare i controlli. |